Trapani in 4 giorni

Visitare Trapani in pochi giorni - 4 itinerari di viaggio

Visitare Trapani in quattro giorni si può. Abbiamo pensato per i nostri ospiti quattro possibili itinerari alla scoperta del valore culturale, artistico e naturalistico della provincia trapanese. Solo una tappa è fissa: Trapani.

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  • 11 Luglio 2019, scritto da "Editor"
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Trapani

Trapani è la città "tra i due mari": a forma di falce, è bagnata dal Mar Mediterraneo e dal Mar Tirreno. Dalla terrazza di Torre di Ligny, un'antica torre di avvistamento e oggi sede del Museo della Preistoria, si ammira una lunga scogliera che divide i due mari.

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Da Torre di Ligny, la punta estrema di Trapani, si percorre il centro storico che riflette le dominazioni passate; in ogni Viuzza, Palazzo e Chiesa ci si tuffa nel passato.
Il Palazzo della Giudecca e il quartiere ebraico, caratteristico per le stradine sotterranee costruite come rifugio anti-bombardamenti; il quartiere arabo Casalicchio caratterizzato da un labirinto di stradine.
Il Centro Storico di Trapani è un salottino con i suoi palazzi e chiese in stile liberty o barocco: il Palazzo Cavarretta - l'antica sede del Senato trapanese-, la Cattedrale di Trapani e la Chiesa del Collegio, la Chiesa delle Sante Anime del Purgatorio, custode dei Sacri Gruppi Scultorei dei Misteri di Trapani, la via Torrearsa - o a loggia con locali e ristorantini dove gustare la cucina siciliana e trapanese, la Torre dell'Orologio; percorrendo la zona pedonale si arriva nel quartiere di mezzo che divide la zona antica da quella vecchia di Trapani; è qui che si trova la Scalinata di San Domenico e l'omonimo quartiere dove la Chiesa di San Domenico e la Chiesa di Sant'Agostino rappresentano la più antica testimonianza architettonica della città.

C'è un Santuario, poi, poco distante dal centro storico ma che merita di essere visitato: il Santuario della Madonna di Trapani, in stile barocco. Nel Santuario è custodita la Statua della Madonna di Trapani, risalente al XIV secolo e ogni giorno venerata dai fedeli con preghiere e doni.

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Antigua alla Chiesa, si trova il Museo Pepoli, una volta Convento dei Frati Carmelitani. Il Museo conserva collezioni archeologiche, di pittura siciliana, di numismatica, di ceramica e opere in corallo. La lavorazione del corallo è stata una fonte di ricchezza per il territorio, tanto da dare il nome a una via del centro storico - via Corallai - una volta famosa perché era la via delle botteghe degli artigiani corallai.

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Tornando verso il centro storico, al tramonto è emozionante la passeggiata per le Mura di Tramontana fino ad arrivare all'estremità della falce da dove ammirare la Colombaia, antico carcere borbonico, e il Villino Nasi. Il mare riflette il colore rosa del cielo al calare del sole.

E il mare e la spiaggia? Naturalmente da non perdere il litorale, lungo circa 4 km, con la sua sabbia dorata e il mare blu cristallino. La spiaggia ospita diversi lidi balneari che al mattino ospitano gruppi di amici e famiglie e dal tramonto fino a tarda notte danno vita alla movida trapanese, con serate a tema, musica dal vivo e tanto divertimento.

Ma oltre la città di Trapani, cosa visitare in pochi giorni?

1° ITINERARIO - "Mare, mito e archeologia"
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Erice

Chi non ha mai sentito parlare di Erice? È il borgo medievale, dove mito e realtà si fondono in un'atmosfera unica. Erice racconta il suo passato: le mura ciclopiche degli Elimi, il Castello Normanno, il Castello di Venere per i Romani, o di Afrodite per i Greci o di Tanit-Astarte per i Fenici; il quartiere spagnolo, la Matrice che conserva le forme gotiche originali, con la torre campanara.

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Il centro storico di Erice è tipicamente medievale: le stradine si caratterizzano per i ciottoli e si intersecano tra di loro portando nei quartieri fioriti del borgo o nei belvederi da dove si può godere della vista di Trapani, delle Saline e di Monte Cofano.

Erice è caratteristica per i trappiti, i tradizionali tappeti ericini realizzati a mano da donne artigiane che utilizzando scarti di stoffe danno vita a un'esplosione di colori.

Non dimentichiamo, infine, i pasticcini di mandorla e le genovesi ericine, pasta frolla ripiena di crema pasticcera, come tradizione vuole. Adesso ci sono diverse varianti di genovesi: con crema al pistacchio, crema al cioccolato, ricotta o nutella.

Saline e Mothia

Dal Monte San Giuliano su cui si posa Erice alla Riserva Naturale Orientata delle Saline di Trapani e Paceco. Mare e terra confondono e fondono quando le vasche delle saline accolgono l'acqua del mare. Durante la raccolta del sale, si rimane incantati dalle capanne di sale ricoperte da tegole per proteggerle dal vento e dalla pioggia.

E che dire del tramonto? L'acqua si colora di rosso, d'arancione o di rosa: una magia.

Le Saline hanno importanza anche dal punto di vista faunistico e floristico; accolgono numerose specie di uccelli, i Fenicotteri rosa, l'Airone Celerino, il Cavaliere d'Italia per citarne qualcuno, e vedono fiorire una ricca vegetazione.

Nelle basse acque delle Saline emerge Mothia, un'isola di origine Fenicia e di grande valore archeologico; si trovano i resti di una città punica andata distrutta dai Siracusani durante le guerre puniche.

Gli scavi effettuati da Giuseppe Whitaker hanno scoperto il Cothon, esempio di porto artificiale punico, e il Tophet, tempio dove i fenici sacrificavano i primogeniti alle divinità.

Levanzo e Favignana

Levanzo e Favignana sono le isole più vicine dell'Arcipelago delle Egadi.

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Levanzo è piccolina e il paesino con le sue casette bianche si affaccia sul mare. Molti turisti e trapanesi la preferiscono a Favignana per la sua selvaggità, i suoi percorsi naturalistici che portano nelle cale rocciose.

Si può girare l'isola a piedi, in jeep oppure in barca per poter raggiungere le cale più lontane e la Grotta del Genovese, una grotta preistorica nelle cui pareti si ammirano preziosi dipinti e graffiti che ritraggono scene di caccia e di pesca, figure umane e di animali.

Levanzo emoziona: il tempo sembra sospeso, il mare si colora di verde o di blu e la sua flora è un paradiso per chi ama le immersioni subacquee

Favignana è la Grande Farfalla. Il centro storico è racchiuso tra Piazza Marina, Piazza Europa, Piazza Madrice e Piazza Castello.

L'isola può essere visitata a piedi, in bicicletta, per i più avventurosi, e in barca per chi vuole raggiungere facilmente le cale.

Le Cale sono uno spettacolo per la vista: Cala Azzurra, Cala Rossa, Bue Marino con il loro mare azzurro e a tratti blu scuro; rocce che si buttano a picchio sul mare o le spiagge sabbiose. Impossibile non tuffarsi.

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Non solo mare a Favignana; lei è anche la Regina delle Tonnare. La Tonnara Florio - dallo stile architettonico regale - si impone sul paesaggio naturalistico favignanese.

Nel periodo di mattanza, a fine maggio, gli isolani e i turisti erano svegliati all'alba dal vociare dei tonnaroti che guidati dal Rais pescavano il tonno, recitando preghiere e intonando i canti della tonnara.

Il rito della mattanza, antico e quasi sacro, è stato in passato la ricchezza - economica e culturale - dei favignanesi.

Oltre alla pesca, un'altra importante risorsa economica è stata l'estrazione del tufo.
Le cave a cielo aperto sono la testimonianza del duro lavoro di chi estraeva, tagliava e lavorava il tufo.

Le architetture delle cave si impongono maestose sul paesaggio: torri e colonne scavate nella roccia, tunnel lunghi centinaia di metri che affacciano sul mare di Cala Rossa.

2° ITINERARIO - "Storia, Vino e Pane Cunzato"
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Mazara del Vallo - Tra storia e pesca.

La città è l'esempio di come diverse dominazioni si fondono tra di loro in perfetta armonia.

Il Casbah, il centro storico di origine araba, è caratteristico per le sue stradine che si intersecano tra di loro come nelle medine islamiche.

Piazza della Repubblica è la piazza principale dove si trovano la Cattedrale, costruita in epoca normanna ma ricostruita in stile barocco, il Palazzo Vescovile del XVI secolo e il Palazzo del Seminario vescovile del XVIII secolo.

Le Chiese che meritano di essere visitate sono quella di San Michele, di Santa Caterina, in stile barocco, e la Chiesa di San Francesco, esempio del barocco siciliano ricco di decorazioni.

Per chi vuole concedersi un po' di shopping o una cena nei ristoranti tipici, una tappa obbligatoria è Piazza Mokarta con la splendida vista sul lungomare Mazzini; domina la piazza l'Arco Normanno, quello che rimane del Castello fatto costruire dal Conte Ruggero per difendere la città dai saraceni.

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Una passeggiata al Porto Canale è, quasi, obbligatoria; la mattina è fremito di gente locale e visitatori che acquistano il pescato del giorno; le barche sono attraccate al molo, le nasse piegate e le cassette sistemate per la pesca del giorno successivo.

A pochi km dal centro di Mazara del Vallo si trova la Spiaggia della Tonnarella, pieno di stabilimenti balneari.

A Mazara del Vallo si va anche per ammirare il Satiro Danzante, scultura bronzea ritrovata da un peschereccio mazarese nel Canale di Sicilia. Oggi è ospitato nel Museo all'interno della Chiesa sconsacrata di Sant'Egidio.

Marsala

Marsala è testimonianza delle dominazioni puniche, greche, arabe, normanne, sveve, angioine, spagnole.

L'antica Lilybeo ha un significativo valore culturale, archeologico e naturalistico. Chiese, grotte e santuari, terme e strade sommerse; statue, anfore e relitti di navi; necropoli e luoghi di culti, si fondono con la modernità.

Tappe obbligatorie per i turisti sono il Duomo che custodisce preziosissimi arazzi fiamminghi, il Baglio Anselmi dove si trova il relitto della nave punica del II sec. a.C., i Bagli e gli stabilimenti del vino.

Sì, Marsala è la città del vino. I suoi stabilimenti producono ottimi vini - bianchi e rossi - e il vino liquoroso Marsala DOC, conosciuto in tutto il mondo.

Scopello

Una vecchia tonnara e le botteghe di artigiani che lavorano la ceramica; la spiaggia incontaminata e gli splendidi faraglioni che risaltano tra l'azzurro del mare e il cielo blu.

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Questo è il piccolo borgo di Scopello; si rimane colpiti dalle poche case, dal centro storico e dalle stradine pervase dal profumo del famosissimo pane cunzato.

3° ITINERARIO - "Tra verdi colline e spiaggia dorata"
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Segesta

Il Parco archeologico di Segesta sorge su una collina alle spalle di Castellammare del Golfo.

Fondata dagli Elimi, Segesta custodisce i suoi tesori, il Tempio e il Teatro, in mezzo al verde delle colline.

Il maestoso Tempio, in stile dorico-siculo, si erge ancora intatto su una vallata ricoperta di verdi alberi. Nelle serate estive, il Teatro greco oggi diventa la location ideale per le rappresentazioni teatrali.

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San Vito lo Capo

Sotto il promontorio di San Vito Lo Capo si estende l'omonimo borgo, di tradizione marinara.

Oltre la pesca, di ricciole soprattutto, il paese vive di turismo.

Il mare azzurro limpido, la lunga spiaggia e la sabbia fine e dorata, i lidi balneari con gli ombrelloni colorati; le strade fiorite e i ristorantini. In estate, San Vito Lo Capo si riempie di colori, odori e sapori; un dolce ricordo da portare con sé.

4° ITINERARIO - "Percorso naturalistico e percorso archeologico".
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Riserva Naturale dello Zingaro

La Riserva Naturale dello Zingaro è una delle perle della Sicilia.

Un percorso, lungo circa 7 km, è rimasto integro nella sua originaria bellezza. Calette, spiagge dorate e scogliere a picco sul mare si alternano a siti archeologici e tunnel sottomarini.

Lo Zingaro è stata la prima riserva naturale siciliana. Istituita nel 1981, si trovano piante endemiche e rare, quaranta specie di uccelli rapaci, la volpe e il coniglio selvatico. Ammaliante è il fondale marino da vivere durante le escursioni subacquee.

Parco Archeologico di Selinunte

Il Parco di Selinunte è il più ampio sito archeologico di tutta l'Europa.

L'acropoli con le sue monumentali colonne greche è immersa tra le campagne verdi, il cielo blu e il mare azzurro.

Sono ancora visibili le mura difensive, i resti dei cinque Templi e degli edifici pubblici; sulla Collina Orientale si ergono tre Templi. Il Tempio C (tutti i templi sono nominati con lettere dell'alfabeto) è tra i più antichi e si pensa sia dedicato ad Apollo. Il Tempio B è di età ellenistica.

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Il Tempio G risale al 530 a.C è costruito con materiale delle Cave di Cusa e probabilmente era dedicato a Zeus. In stile dorico, invece, è il Tempio dedicato a Hera.

Molti dei resti ritrovati nel sito archeologico di Selinunte, tra cui vasi, metope, lastre a rilievo, si trovano adesso nel Museo Archeologico di Palermo.

  • 11 Luglio 2019, scritto da "Editor"
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